Automatizzare i processi, ampliare i servizi di sicurezza e riprendere il controllo dell’infrastruttura: sono queste le priorità con cui i Managed Service Provider devono confrontarsi per mantenere la competitività in un contesto in rapida evoluzione, temi al centro di “Acronis Accelerate: Time to Act”, l’evento globale virtuale di Acronis dedicato agli MSP.
L’ultimo appuntamento in ottobre si è focalizzato sulla necessità, come enunciato nel titolo, di passare all’azione, in un contesto in rapida trasformazione. In particolare, alcune evidenti discontinuità, secondo Acronis, confermano che sfide inerenti efficienza, cybersecurity e disponibilità delle risorse infrastrutturali, impongono agli MSP di cambiare tempestivamente il modo di lavorare per restare competitivi, tra queste:
· la spesa mondiale in AI è prevista da Gartner in 2.700 miliardi di dollari l’anno;
· il 57% del traffico web è ormai generato da bot e AI e il tasso di adozione dell’AI nelle imprese ha raggiunto il 47%;
· la disponibilità dei data center è crollata, con un tasso di vacancy sceso all’1,4%, e quasi un terzo dei service provider sta cambiando vendor e piattaforme a causa dei vincoli di fornitura;
· sul fronte della sicurezza, anche gli attaccanti accelerano: il tempo medio di breakout dell’e-crime è oggi di soli 29 minuti, il 65% in meno rispetto allo scorso anno.
In questo contesto, Acronis ha mostrato come AI e automazione possano cambiare l’operatività quotidiana di un MSP: ticket generati e risolti in automatico, alert prioritizzati, escalation pronte da gestire, patch già individuate per l’approvazione e flussi automatizzati per l’onboarding di un nuovo cliente in pochi minuti.
Per dimostrare che il cambiamento è già in corso alcuni MSP hanno portato la propria esperienza all’evento. In particolare, “La tecnologia deve eliminare l’attrito, non crearlo” ha sottolineato Joshua Aaronson, COO e co-founder di Panda Technology che affidando ad Acronis circa l’80% della tecnologia implementata e gestita per i clienti, è riuscita a semplificare i processi e a velocizzare di ben sette volte l’inserimento dei nuovi clienti.
Per Vittorio Acampora, CEO e CISO di Meginet, il valore dell’automazione potenziata dall’AI risiede anche nella possibilità di restituire tempo alle persone e alla qualità delle prestazioni, perché meno attività operative da gestire manualmente significa più spazio per risolvere problemi, proteggere i clienti e migliorare i servizi.
Operatività e onboarding sono però solo una parte della trasformazione richiesta ai Service Provider, con un tempo medio di breakout di 29 minuti, la capacità di rilevare e gestire gli incidenti non può più limitarsi ai soli orari di lavoro dei team IT. Per questo Acronis ha dimostrato che soluzioni come Acronis MDR, unendo monitoraggio continuo ed esperienza di analisti specializzati a capacità di detection, response e recovery, con copertura in ogni fuso orario, rendono il presidio 24/7 alla portata degli MSP anche di piccole dimensioni, oltre che un servizio potenzialmente redditizio.
Ma, la trasformazione degli MSP riguarda anche l’infrastruttura. Infatti, la limitata disponibilità di capacità nei data center, insieme ai cambiamenti nelle strategie dei vendor di virtualizzazione e dei provider hyperscale, deve inevitabilmente spingere i service provider a rivalutare piattaforme, costi e modalità di gestione dei workload.
Acronis Cyber Frame risponde a queste esigenze integrando infrastruttura, automazione, sicurezza e gestione in un unico ambiente operativo. I template di deployment riutilizzabili e le funzionalità di migrazione automatizzata da piattaforme di virtualizzazione legacy e cloud hyperscale puntano a semplificare la transizione, mentre le nuove versioni locali su singolo server ampliano le possibilità di implementazione.
Devon Stephens, Senior Sales Engineer di Net3 Technology ha offerto un esempio concreto della portata delle nuove soluzioni offerte da Acronis. L’azienda doveva migrare 250 clienti e oltre 2.000 workload della propria offerta di private cloud gestito e, grazie a Cyber Frame Local, è riuscita a mantenere le funzionalità richieste, riutilizzato l’hardware esistente e ridotto al minimo i tempi di apprendimento dei tecnici, ottenendo anche prestazioni migliori e una maggiore marginalità.
A completare le molteplici sessioni è stato l’intervento di Jay McBain, Chief Analyst di Omdia, che ha approfondito opportunità e cambiamenti che stanno ridisegnando canali, partnership ed ecosistemi, confermando che un contesto in cui evolve contemporaneamente mercato, aspettative dei clienti e capacità degli hacker, rende sempre più importante e urgente per gli MSP rivedere processi, servizi e infrastruttura.
“Per gli MSP, la capacità di crescere non dipende soltanto dall’ampliare il portfolio di servizi, ma anche dal poterli erogare in modo efficiente, mantenendo il controllo su costi, sicurezza e infrastruttura. AI e automazione possono contribuire a questo obiettivo, a condizione che siano integrate nei processi operativi e non aggiungano nuovi livelli di complessità», ha dichiarato Denis Cassinerio, Vice President South Europe CEE di Acronis. «Con Acronis, i service provider possono intervenire su queste esigenze attraverso un’unica piattaforma che combina cybersecurity, protezione dei dati e gestione dell’infrastruttura, con l’obiettivo di rendere più efficiente l’operatività e creare le condizioni per sviluppare servizi sostenibili nel tempo».
