Riforma lombarda sulla presa in carico del paziente cronico: cresce l’interesse

Se ne è discusso a Milano durante il convegno “Innovazione e cure primarie, i numeri della presa in carico”

Motore Sanità con il patrocinio di Regione Lombardia, Lombardia Informatica e la Federazione Italiana Medici Di Medicina Generale (FIMMG) Lombardia ha promosso a Milano un incontro dal titolo “Innovazione e cure primarie, i numeri della presa in carico”, che ha avuto l’obiettivo di illustrare come la riforma lombarda sulla presa in carico del paziente cronico, grazie al fondamentale apporto dei Medici di Medicina Generale, abbia rimodulato l’offerta sanitaria con il potenziamento dell’assistenza territoriale e con l’avvio di percorsi di cura individuali che rimettono al centro la persona, destinando agli ospedali il compito di occuparsi delle urgenze e dell’alta specializzazione.

Presente il direttore generale dell’assessorato al Welfare di Regione Lombardia, Luigi Cajazzo, che ha illustrato gli obiettivi della riforma lombarda della cronicità, un nuovo modello dove gli attori primari per la presa in carico dei pazienti fragili e cronici: i gestori, cogestori ed erogatori, lavorano per migliorare l’accesso alle cure e l’assistenza territoriale. “I numeri ci stanno dando ragione: sono già 275.000 i pazienti cronici che hanno manifestato interesse, un trend in crescita costante. E’ importante far comprendere che questa è la strada giusta e necessaria. Questo lavoro scrupoloso e attento è una risposta concreta ad un bisogno complesso e alla sostenibilità del sistema”.

Il Presidente di Lombardia Informatica, Giorgio Caielli, ha spiegato come la riforma della gestione della Cronicità possa contare sugli strumenti della Sanità digitale, primo tra tutti il Fascicolo Sanitario Elettronico. “Siamo lieti di ospitare questi eventi. C’è una forte collaborazione tra tutti gli attori coinvolti in questo progetto. Spesso viene trascurata la lungimiranza di Regione Lombardia che ha creato una rete, un patrimonio di dati sanitari di dieci milioni di cittadini con una profondità storica di vent’anni. Questo ha permesso il lavoro di stratificazione della domanda e quindi la presa in carico. Altre Regioni ci hanno contattato ma non hanno tutte queste informazioni di base e potranno essere meno accurate nelle analisi. In generale i produttori di tecnologia hanno un’occasione incredibile, per aiutare a gestire remotamente i pazienti ad esempio nel raccogliere informazioni a distanza con nuovi device. C’è bisogno di avere fantasia per trascinare l’evoluzione di questo Paese”.