Indagine Barracuda: l’email security è ancora il principale focus del canale

Una nuova survey Barracuda ha messo in luce i principali trend, il focus per i prossimi 12 mesi e le percezioni del canale sui comportamenti dell’utente finale

Una recente indagine di Barracuda, condotta su 264 partner di canale in EMEA ha messo in luce i principali trend, il focus per i prossimi 12 mesi e le percezioni del canale sui comportamenti dell’utente finale.

I budget per la sicurezza e i servizi gestiti sono in crescita

In termini di trend generali, come prevedibile, sembra che i budget destinati alla sicurezza siano in crescita. Il 75% dei partner con cui abbiamo parlato pensa che i budget siano in aumento: il 26% è convinto che stiano crescendo in modo significativo. Aggiungiamo il fatto che il canale non ha molta fiducia nella capacità dei clienti di rimediare rapidamente ai cyberattacchi e capiamo come ci troviamo di fronte una tempesta perfetta di opportunità da cogliere. Solo il 3% crede che i suoi clienti possano rispondere rapidamente a un attacco.

Anche i servizi gestiti sembrano essere in crescita, dato che più di due terzi già offre servizi gestiti (71%) e il 24% prevede di farlo a breve, con un misero 5% di “indifferenti”.

L’email è il pensiero numero uno e il canale funge da sistema di allerta

Abbiamo interrogato i partner su molte aree del loro business ma ancora una volta la sicurezza delle email si è rivelata il focus principale. Il 33% pensa che l’email sia stato il focus principale dei clienti nel 2018, seguito dalla protezione dati (23%) e dalla sicurezza di rete (19%). Un quinto ha indicato la email security come il proprio focus per i prossimi 12 mesi, seguita a breve distanza dalla sicurezza di rete e dalla protezione dati.

E’ chiaro che il canale continua a considerare l’email security come un problema continuativo, opinione che corrisponde a quella degli utenti finali con i quali avevamo parlato in precedenza. L’aspetto incoraggiante è che il canale sembra agire nel migliore interesse dei clienti, talvolta anche quando i clienti stessi tendono a sottovalutare il problema.

• L’80% pensa che la maggior parte degli attacchi arrivi via mail, rispetto al 74% degli utenti finali
• L’89% pensa che il costo delle violazioni delle email sia in ascesa, rispetto al 72% degli utenti finali
• Il 90% ha confermato di essere più preoccupato oggi degli attacchi via email rispetto a 5 anni fa, contro il 70% degli utenti finali.

I partner di canale sono essi stessi vittime della brand impersonation

Gli attacchi di brand impersonation, nei quali i cybercriminali fingono di essere brand familiari, sono un aspetto sul quale siamo impegnati da tempo nell’educazione degli utenti finali, ma la nostra indagine suggerisce che il canale stesso sia vittima di questa tattica. Un terzo (35%) è stato involontario protagonista di attacchi in cui il criminale ha usato il nome del partner per colpire i suoi clienti e quasi metà dei clienti (16%) è caduta nel tranello.
D’altro canto, il 57% dei partner ha avuto clienti il cui nome è stato sfruttato dai criminali, ma fortunatamente solo il 9% ha avuto successo. C’è il rischio che questa nuova tattica danneggi il rapporto tra partner e cliente?

La sicurezza cloud è una grossa area di crescita

Sempre più utenti finali migrano al cloud e, di conseguenza, i partner ritengono che il cloud pubblico sarà la più importante area di crescita per i propri clienti nel prossimo anno (21%). Sicurezza IoT (19%) e email security sono le altre due aree di crescita attesa.

La nuova soluzione Cloud Security Guardian di Barracuda indirizza alcune preoccupazioni molto concrete in tema di visibilità e compliance cloud:

• Il 38% delle organizzazioni di canale afferma che metà dei clienti ha problemi nel garantire la compliance degli ambienti cloud a causa del numero di app e fornitori cloud utilizzati.
• Il 51% sostiene che la maggioranza dei clienti non ha visibilità completa della sicurezza di tutti gli endpoint all’interno dell’intera infrastruttura multicloud.
• Ben l’88% dei partner di canale è preoccupato per il rapido aumento delle configurazioni non corrette che provocano esposizione a rischi (il 40% si dice molto preoccupato).

Sembra esserci ancora molta incertezza sul tema della sicurezza cloud, con il 16% degli intervistati convinto che gli ambienti on premise siano più sicuri del cloud. Il 54% pensa che offra lo stesso livello di sicurezza, ma solo quando adeguatamente protetto.

“Ciò che emerge chiaramente da questo giro d’opinioni è la grande opportunità che si offre oggi ai partner. Con il giusto livello di esperienza, la giusta combinazione di soluzioni e la capacità di aiutare i clienti a risolvere i problemi, il successo è assicurato”, commenta Chris Ross, SVP international, Barracuda Networks.