Da Manhattan Associates qualche consiglio su come preparare i retailer al business nel post-lockdown

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Il settore del retail è in uno stato di mutamento. Mentre le vendite a livello eCommerce potrebbero superare tutte le aspettative, molti negozi fisici sono ancora chiusi. Nonostante il lockdown, tuttavia, i retailer hanno ancora scorte di magazzino da ricollocare e devono garantire la Customer Experience promessa.

Nell’ultimo mese, abbiamo visto molti retailer apportare rapidi cambiamenti alle proprie attività: aprire eCommerce store, organizzare ordini in negozio, utilizzare i “dark site” o semplicemente ridurre la gamma di prodotti.

Il retail attende trepidante il futuro post-COVID-19, ma ci sono ancora molte domande a cui rispondere: che impatto avranno sulle supply chain globali i ritardi nella consegna dei materiali o di parti di ricambio provenienti da altri Paesi? I retailer decideranno di applicare sconti sugli stock attuali per far posto a nuovi articoli di stagione o di adeguare la loro gamma di prodotti per garantire ai consumatori ciò che vogliono? Quando i negozi saranno in grado di riaprire completamente e, quando lo faranno, quanto saranno disposti i consumatori a riprendere da dove hanno lasciato?

Con così tante domande e (attualmente) pochissime risposte, i retailer stanno facendo il possibile per iniziare a prendere decisioni informate per prepararsi ai vari possibili scenari.

Prepararsi ai cambiamenti in negozio

Il ritorno nei negozi sarà una grande spinta morale per gran parte della popolazione, per non parlare dei retailer. Anche quando le restrizioni date dal lockdown saranno state revocate, molti consumatori saranno probabilmente ancora cauti nell’uscire di casa e i retailer dovranno tenere conto della cosa.

La semplice creazione di più spazio nel negozio, in modo che i consumatori possano ancora mantenere la distanza, rassicurerà i clienti sul fatto che si stiano prendendo realmente delle precauzioni. È probabile che l’esperienza alla cassa continui a cambiare radicalmente, con meno casse in grado di aprire, code più lunghe a causa della distanza tra ogni cliente e, forse, anche con meno personale in negozio. I retailer potrebbero voler considerare l’introduzione di opzioni di cassa contactless per mantenere i clienti al sicuro e rendere l’esperienza di acquisto priva (o quasi) di preoccupazioni.

D’altra parte, mentre molti consumatori saranno ancora diffidenti, altri saranno pronti a recarsi nuovamente nei negozi e a riprendere l’interazione sociale tanto agognata. Ci saranno diverse persone che, impossibilitate per mesi a provare alcuna forma di interazione umana, saranno pronte a lasciare le proprie case quando il Governo darà il via libera.

Tenendo conto di questo possibile scenario, è essenziale che i retailer si preparino alla frenesia da Black Friday o da Boxing Day che potrebbe prendere piede a causa della corsa ai negozi da parte dei consumatori, per accaparrarsi gli articoli che stavano aspettando di acquistare da tempo. Ciò si rivelerà particolarmente vero per i retailer che hanno deciso, alla fine di marzo, di chiudere completamente sia i loro negozi online che quelli offline.

Guidare i clienti verso i negozi attraverso le opzioni di Click and Collect sarà un modo fondamentale per i retailer di collegare, ancora una volta, la propria esperienza omnicanale. Tuttavia, disporre della giusta infrastruttura per soddisfare tutti gli ordini senza creare ritardi e code sarà fondamentale per rendere questa esperienza fluida e sicura.

Piano A, Piano B… C e D

Alla base di tutti questi possibili scenari c’è la capacità di avere una supply chain flessibile con una chiara visibilità in ogni punto della rete.

I cambiamenti nei negozi saranno cruciali, ma lo sarà anche avere le scorte giuste, nel posto giusto, al momento giusto. Per i retailer della moda la sfida è amplificata dalla necessità di avere la corretta combinazione di stock scontati, abbinati a pezzi di nuova stagione che i consumatori saranno ansiosi di acquistare.

Grazie a una supply chain agile e flessibile, i retailer saranno quindi in grado di spedire con fluidità le scorte da diverse parti del Paese per raggiungere rapidamente i consumatori o, anche, di attivare e disattivare parti della rete in base alle necessità, per far fronte alle fluttuazioni della domanda.

Nessuno avrebbe potuto prevedere i drammatici cambiamenti che il COVID-19 ha causato sia agli individui che alle aziende di tutto il mondo: alcuni comportamenti dei consumatori sono stati accelerati, mentre, al contempo, sono emerse alcune tendenze del tutto nuove.

Mentre i Paesi (in tutto il mondo) cominciano ad allentare le regole imposte dal lockdown, sembra che ci sia almeno un obiettivo economico da raggiungere, i retailer devono ora, infatti, iniziare a definire piani d’azione per la “nuova normalità” e a considerare come la tecnologia possa aiutarli proattivamente in questo periodo di transizione.

Di Manhattan Associates, specialista di software supply chain managment