Installare un ascensore migliora l’accessibilità e aumenta il valore dell’immobile, ma quanto costa realmente?
In questa guida analizzeremo i fattori che influenzano il costo di un impianto ascensoristico, le normative da rispettare e le opportunità di risparmio, tra cui il bonus 75% per l’abbattimento delle barriere architettoniche.
Desideriamo ringraziare Ascensoristi.com e soprattutto gli Ascensoristi Pesaro Urbino, che ci hanno supportato nella redazione di questo articolo.
Fattori che influenzano il costo di un ascensore
La scelta tra un ascensore interno o esterno rappresenta una delle decisioni più importanti per determinare il prezzo finale di un impianto ascensoristico.
Gli ascensori interni richiedono uno spazio dedicato all’interno dell’edificio, mentre gli ascensori esterni si sviluppano con una struttura metallica posta all’esterno del fabbricato. Questa seconda soluzione diventa ideale quando manca lo spazio necessario per il vano corsa o in edifici situati in zone ad alto impatto paesaggistico.
Dal punto di vista economico, un impianto esterno comporta costi aggiuntivi rispetto a uno interno: i materiali per l’ambiente esterno, la struttura metallica e le finiture resistenti agli agenti atmosferici spiegano questo divario di prezzo.
L’altezza dell’edificio e il numero di fermate costituiscono il fattore principale che determina il costo finale. Il prezzo aumenta proporzionalmente al numero di piani serviti dall’ascensore. In generale, per ogni piano aggiuntivo da raggiungere, il costo sale di 5.000-10.000€.
Le dimensioni della cabina variano in base alle esigenze specifiche. Negli edifici moderni, l’abitacolo deve avere una profondità minima di 90 cm e una larghezza di 130 cm per garantire l’accesso a una sedia a rotelle. Queste sono misure minime previste per legge, ma nulla vieta di aumentarle per venire incontro alle necessità dei condomini.
La portata dell’impianto influisce significativamente sul prezzo. Un miniascensore per un singolo passeggero in piedi con portata 150 kg risulta più economico rispetto a un elevatore per 4 persone con portata di 400 kg. Il costo della cabina parte da 10.000€ e varia in base alle dimensioni, alla capacità e al livello di finitura scelto.
Ascensori che devono servire più piani o raggiungere altezze maggiori richiedono componenti e sistemi più complessi. Un impianto elettrico per 2 piani può costare circa 18.000€, mentre per 3 piani si arriva a 23.000€ e per 4 piani a 28.000€.
Costo installazione ascensore: cifre e fasce di prezzo
Ogni progetto richiede una valutazione personalizzata, ma conoscere le fasce di prezzo orientative aiuta a pianificare il budget. I costi variano in base alla configurazione scelta e alle caratteristiche dell’edificio.
Gli impianti interni partono da 11.000€. Questa cifra rappresenta il costo base per un ascensore domestico standard, ma ogni casa presenta caratteristiche diverse e ogni impianto viene progettato su misura.
Non esistono costi standard per sistemi così complessi: il prezzo dipende dalle dimensioni dell’impianto stesso, dalle caratteristiche tecniche, dal design e dalla complessità architettonica del contesto in cui l’ascensore interno viene inserito.
Gli ascensori per disabili e anziani hanno un costo di partenza di 12.000€. Queste soluzioni rispondono a esigenze specifiche di accessibilità e possono includere configurazioni particolari per facilitare l’utilizzo da parte di persone con difficoltà motorie.
La soluzione esterna parte da 18.000€ e rappresenta un’alternativa quando mancano spazi interni adeguati. Per un’installazione standard di 2 piani, il costo si attesta generalmente tra 18.000€ e 23.000€. Questa cifra include sia l’installazione che la struttura portante necessaria.
Un ascensore esterno per un solo piano comporta una spesa che varia dai 15.000€ ai 20.000€, IVA inclusa. L’intera operazione di progettazione e installazione si realizza in 3-4 mesi di tempo. A seconda della configurazione scelta, possono servire interventi strutturali per garantire stabilità e integrazione con l’edificio.
Ripartizione delle spese in condominio
La ripartizione dei costi tra i condomini segue regole precise stabilite dal Codice Civile.
L’articolo 1124 del Codice Civile stabilisce i criteri per la manutenzione e la sostituzione degli ascensori già presenti. La spesa viene ripartita per metà in ragione del valore delle singole unità immobiliari e per l’altra metà esclusivamente in misura proporzionale all’altezza di ciascun piano dal suolo.
In sostanza, il criterio ha natura ibrida. Per metà si considerano le tabelle millesimali di proprietà, per l’altra metà si tiene conto dell’altezza del piano. Chi abita ai piani superiori beneficia maggiormente dell’impianto, per questo motivo contribuisce in misura superiore nella seconda quota.
Anche i condomini del piano terra sono tenuti a contribuire, poiché l’ascensore rappresenta una parte comune dell’edificio. Questa regola vale sia per la manutenzione ordinaria che per quella straordinaria.
Inoltre, in singolo condomino può procedere all’installazione a proprie spese senza l’approvazione assembleare. L’impianto resta a suo uso esclusivo, a meno che altri non decidano in seguito di contribuire ai costi sostenuti.
Bonus 75% per abbattimento barriere architettoniche
La detrazione più vantaggiosa raggiunge il 75% delle spese sostenute dal 1 gennaio fino al 31 dicembre 2026. I limiti di spesa variano in base alla tipologia di edificio:
- 50.000€ per edifici unifamiliari o unità funzionalmente indipendenti
- 40.000€ per unità immobiliare in edifici da 2 a 8 unità
- 30.000€ per unità in edifici con più di 8 unità
La detrazione viene ripartita in dieci quote annuali di pari importo.
Le imprese che applicano lo sconto in fattura consentono di pagare solo il 25% del costo totale. Su un impianto da 50.000€, l’esborso effettivo si riduce a 12.500€. In condominio, se un solo proprietario sostiene la spesa per un impianto al servizio di tutti, avrà diritto al bonus calcolato sulla quota a lui imputabile in base ai millesimi.
