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    Fase 2: qual è il valore aggiunto della protezione alla fonte?

    By Redazione Top Trade18/05/2020Updated:18/05/20204 Mins Read
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    Checkpoint Systems invita a riflettere sul valore aggiunto della protezione alla fonte

    Checkpoint Systems_protezione alla fonte

    Il disallineamento di inventario è da sempre un cruccio per i Retailer, i quali sanno bene ormai che questo rappresenti una delle maggiori criticità da affrontare ogni giorno. I numeri sono impietosi: chi non investe per contrastare il fenomeno attivamente, ne registra direttamente una forte crescita. È già dimostrato quanto mettere in atto un programma di protezione alla fonte riduca notevolmente le differenze inventariali e distribuisca valore aggiunto attraverso la supply chain, incrementando le vendite e riducendo l’out-of-stock.

    I benefici che il settore già apprezza nelle tecnologie che il mercato propone in questo ambito, sono oggi alla ribalta – una maggiore velocità di rifornimento degli scaffali, nessuna manipolazione delle merci, protezione costante e garantita tramite etichette applicate alla fonte, riduzione e contrasto alle differenze inventariali, integrità estetica dei prodotti grazie ad un packaging che li protegge dai furti…

    Sostenere la protezione alla fonte è diventato cruciale, tanto più in questa fase atipica in cui i punti vendita, soprattutto del comparto food, stanno conoscendo un momento di vendite straordinarie. La crisi da Covid-19 ha contribuito a far impennare le vendite alimentari nella grande distribuzione. I dati Istat di febbraio 2020 confermavano, infatti, una crescita negli acquisti di beni alimentari del +9,9% rispetto allo scorso anno e, secondo le ultime rilevazioni Nielsen, nello specifico le vendite della distribuzione moderna sono tornate a crescere del +2,78% nella terza settimana di aprile.

    Se, come ha dichiarato Claudio Gradara, presidente di Federdistribuzione: “la situazione approvvigionamenti è sotto controllo, la filiera funziona e si registrano forti incrementi di fatturato”, un simile dato richiama all’attenzione però un risvolto importante, ossia quello che concerne l’impiego del personale sui punti vendita.

    Gli addetti sono oggi impegnati sempre più in attività extra, vuoi per gestire la crescente mole di lavoro, vuoi per coprire altre attività indotte da questa tendenza.

    La situazione creata dall’emergenza Covid-19 si riflette, infatti, in un contesto in cui gli addetti fanno fatica a rifornire velocemente gli scaffali perché, soprattutto per alcune categorie di merci va predisposto un continuo rifornimento. Lo stesso personale viene però al contempo impegnato anche in altre attività logistiche e operative, tra cui certamente ne spiccano, soprattutto in questa fase, due: il contingentamento degli ingressi e la termomisurazione di clienti e addetti.

    Parliamo di compiti e attività assolutamente nuove, che prima non erano richieste e ora lo sono, in alcuni casi per obbligo di legge.

    Se quindi la protezione alla fonte era importante prima, è bene sottolineare quanto lo sia ancora più oggi.

    Già ieri il personale non poteva occuparsi anche di proteggere i prodotti dai furti, applicando le protezioni, ad esempio, ma oggi ciò vale più che mai. Desideriamo sottolineare che questo tipo di attività, non dovrebbe ricadere su risorse che è bene che si concentrino sul proprio lavoro, contribuendo all’obiettivo principale di incrementare le vendite e quindi il fatturato.

    Ricevere in negozio merce già protetta, a monte della produzione e consegna, è quindi l’unica soluzione.

    C’è un altro aspetto su cui desideriamo invitare a riflettere. Se è vero che molti punti vendita stanno registrando un’impennata dei fatturati, va sottolineato che però, in questo come in tutti i periodi di crisi economica generalizzata, il fenomeno dei furti si accentua, in modo proporzionale al crearsi di nuove tipologie di “motivazioni” e di occasioni di azioni fraudolente. Crisi significa non solo più furti, ma anche nuove necessità e quindi diverse e nuove tipologie di soggetti coinvolti.

    Se sono già molte le aziende soddisfatte di aver attuato strategie di protezione alla fonte, con progetti avviati per così dire “in tempi non sospetti”, suggeriamo a tutto il settore di valutare concretamente le opportunità che questo tipo di tecnologie porta con sé in termini di miglioramento della marginalità complessiva.

    È infine importante sottolineare che il concetto di protezione alla fonte è ora più che mai cruciale per tutti i comparti del retail, che vedono finalmente aprirsi le maglie per quanto concerne le restrizioni e limitazioni all’apertura. In questa nuova fase di “ripartenza” saranno proprio tutte le realtà del settore a beneficiare dei vantaggi della protezione alla fonte.

    A cura di Checkpoint Systems

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