Aree marine protette con l’infrastruttura wireless di Cambium Networks

Gruppo Simtel si è aggiudicato il progetto di monitoraggio e videosorveglianza delle isole dell’Arcipelago Toscano

Il Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano è uno dei Parchi Nazionali italiani con la più forte integrazione tra terra (22%) e mare (78%) e il maggior numero di isole, significativamente distanti e diverse tra loro, ricche di specie endemiche da salvaguardare.

Nel 2014 l’Ente Pubblico che gestisce il Parco ha indetto una gara per il monitoraggio e la videosorveglianza di tutte le aree marine protette all’interno delle isole dell’Arcipelago Toscano: da Gorgona a Capraia, dall’Elba a Pianosa, fino a Montecristo, Giglio e Giannutri. Oltre che per la videosorveglianza la rete doveva anche garantire copertura Wi-Fi all’interno di alcune isole.

Un progetto particolarmente complesso, caratterizzato anche da notevoli difficoltà logistiche, data la necessità di raggiungere i vari siti via mare e successivamente a piedi, scalando zone rocciose e con condizioni meteo spesso proibitive. Inoltre, la gran parte delle postazioni sono state alimentate con energie alternative (fotovoltaico ed eolico) aumentando conseguentemente la complessità del sistema e la necessità di renderlo il più affidabile possibile.

La gara è stata vinta dal Gruppo Simtel, contractor toscano che opera nel mondo delle TLC, con il massimo del punteggio tecnico per la scelta della soluzione di interconnessione tra le isole e la distribuzione del segnale. Simtel ha utilizzato prodotti Cambium Networks e ancora oggi prosegue, ove necessario, ad ampliare e migliorare l’infrastruttura con nuovi prodotti, capaci di garantire, oltre a performance elevate, un grado di protezione ad acqua e polvere di livello IP 67.

La rete è composta in sintesi da una dorsale ad alta capacità in configurazione 2+0 in Space Diversity alla frequenza di 7GHz in banda licenziata, da una serie di collegamenti in banda libera a 5GHz e una serie di access point a 2.4GHz. Per la nuova dorsale di back up sono stati utilizzati nello specifico i Cambium Networks PTP 670, dotati antenne da 60 e 90 cm con copertura di tratte sul mare fino a 54 km, mantenendo comunque ottime performance in termini di stabilità e affidabilità.

Dove il GSM non arriva

La rete Cambium Networks, oltre al trasporto dei flussi video delle 90 telecamere termiche e di contesto (PTZ), supporta una rete VoIP che collega le varie sedi nelle isole con un solo centralino telefonico. Inoltre opera una rete Wi-Fi per la registrazione di utenti speciali come le guide del parco e le forze dell’ordine nei casi di emergenza dove la copertura GSM non è disponibile.

Per l’installazione della componentistica hardware è stata utilizzata una procedura di assemblaggio e collaudo preventivo in azienda al fine di verificare le prestazioni alle varie temperature, simulando le condizioni di utilizzo più critiche. Data le particolare situazione ambientale tutti i tecnici di Simtel impegnati nell’installazione sono stati opportunamente formati per operare attraverso elitrasporto, ove necessario dotati di Patente Nautica e hanno seguito un Corso da Rocciatori per guide alpine del CAI.

La rete viene attualmente utilizzata dal personale dell’Ente Parco, Carabinieri Forestali, Guardia di Finanza (Reparto Operativo Aereo Navale di Livorno) e dal Gruppo Simtel per la manutenzione del sistema. Nel progetto sono stati utilizzati principalmente cluster di Cambium Networks ePMP 1000 e Force 110, integrati con ePMP Force 180/200/300 e che nei prossimi mesi saranno sostituiti con le nuove ePMP Force 300-19R ed ePMP 3000L.

Di grande interesse tra gli ulteriori sviluppi futuri, l’installazione di nuovi collegamenti per il monitoraggio dei nidi del falco pescatore all’interno del Parco.

Come sottolineato in una nota ufficiale da Giampiero Sammuri, Presidente dell’Ente Parco: «Siamo molto soddisfatti dei risultati raggiunti grazie al progetto implementato da Simtel, che ci ha permesso di usufruire di servizi chiave per una gestione ottimale di una realtà complessa e articolata come quella del Parco dell’Arcipelago Toscana».