L’83% degli intervistati in Europa e Medio Oriente (91% in Italia) conosce le tecnologie per la domotica, l’81% (87% in Italia) le tecnologie per le smart city. Ma, solo il 35% dichiara di aver utilizzato tecnologie di domotica e il 31% di aver provato tecnologie per le smart city per via di una mancanza di consapevolezza sull’acquisizione dei dati personali (solo il 22% degli italiani ritiene di saperne di più

Davide Villa, Western Digital
Davide Villa, Western Digital

Western Digital ha pubblicato una nuova indagine che esplora la percezione dei consumatori rispetto alle tecnologie intelligenti e di archiviazione dei dati, che evidenzia un atteggiamento entusiasta nei confronti del progresso e dell’innovazione ma che necessita di una maggiore “educazione” in tema di storage.

La ricerca rileva una buona familiarità con le tecnologie intelligenti e le sue potenzialità, sia a livello domestico che nelle città, ma si scontra con una mancanza di comprensione di come questa tecnologia operi. Se i fornitori di tecnologia intelligente vogliono aumentare i tassi di adozione e valorizzare questo interesse dei consumatori, come mostrano i risultati dell’indagine, è necessario cogliere l’opportunità di “educare” i consumatori in tema di storage e protezione dei dati.

Il dato positivo per chi progetta e produce tecnologia intelligente riguarda l’interesse che i consumatori hanno nei confronti delle innovazioni, sia per la casa che nelle città. Il 90% degli intervistati a livello europeo ha infatti dichiarato che è alla ricerca di una soluzione di tecnologia intelligente.

Le innovazioni smart per la casa che hanno suscitato maggior interesse includono: videocamere di sicurezza (36%), servizi di intrattenimento in streaming (35%) e controlli per illuminazione e riscaldamento (35%). Invece, l’interesse nelle smart city riguarda le colonne di ricarica per i veicoli elettrici (39%), i veicoli senza conducente (38%) e le videocamere di sorveglianza (37%).

I principali vantaggi delle videocamere di sicurezza percepiti dai consumatori riguardano una maggiore protezione (52%) e riduzione del crimine (40%). Lo stesso vale per le videocamere smart lungo le autostrade, che offrono una percezione di sicurezza al 46% del campione e sono ritenute strumento per ridurre il crimine secondo il 28% del campione. Per raggiungere questi benefici, possedere un’archiviazione dei dati efficace e conforme riveste un ruolo importante.

Davide Villa, business development director per l’area EMEAI di Western Digital, ha commentato:

“Una delle maggiori sfide per lo storage delle videocamere di sicurezza è rappresentata dal fatto che sono sempre in funzione. La tecnologia di archiviazione deve quindi essere in grado di mantenere il passo, fornendo un trasferimento dati e velocità di scrittura affidabili ad alte performance per assicurare che venga acquisito e analizzato un video in alta qualità.”

Dall’indagine è emerso anche un divario tra la consapevolezza dei consumatori e il loro interesse per le applicazioni di tecnologia intelligente, accanto al livello di adozione di questi prodotti. In media, l’83% degli intervistati in Europa e Medio Oriente ha familiarità con le tecnologie per la domotica e l’81% conosce le tecnologie per le smart city. Eppure, quando si verifica l’effettivo utilizzo, solo il 35% dichiara di aver utilizzato tecnologie di domotica e il 31% di aver provato tecnologie per le smart city.

Tra i Paesi coinvolti, l’Italia si è posizionata al vertice in tema di consapevolezza con il 91% che ha dichiarato di conoscere le tecnologie intelligenti per la casa e l’87% quelle per le smart city. Rispetto a UK (79% per smart home e 76% per smart city) e Medio Oriente (87% complessivamente).

Secondo i dati emersi dalla ricerca, tale barriera all’adozione deriverebbe da una scarsa comprensione di come vengono acquisiti, archiviati e usati i dati dei consumatori. Solo il 22% dei consumatori italiani riteneva di saperne di più sull’acquisizione dei dati personali rispetto ad altri, sottolineando una generale mancanza di consapevolezza e un bisogno di rassicurazione e chiarezza da parte dei vendor di tecnologia intelligente su cosa possono fare per proteggere i dati.

Inoltre, i consumatori sono preoccupati anche che i loro dati siano a rischio, come rivela l’indagine Western Digital il 29% dei consumatori italiani non ha fiducia nelle organizzazioni per mantenere i propri dati al sicuro.

Alla domanda sulle priorità in tema di gestione e archiviazione dei dati provenienti dalle tecnologie intelligenti, i consumatori italiani hanno identificato le seguenti come più importanti:

● che i dati siano al sicuro da falle e hacker – 77%
● che i dati siano usati nel modo giusto dalle aziende – 76%
● che i dati siano archiviati su unità sicure e affidabili – 74%
● che i dati siano conformi alla normativa – 74%

Davide Villa ha aggiunto:

“I prossimi anni dovrebbero essere stimolanti per i fornitori di tecnologia intelligente. Il mercato sta crescendo, i consumatori si aspettano novità, ma una mancanza di conoscenza delle infrastrutture di tecnologia intelligente minaccia questo progresso e i vantaggi che ne deriveranno.”

“Lo storage a livello locale e la crittografia possono giocare un ruolo chiave nel ridurre questo gap di conoscenza. Educare i consumatori verso soluzioni come i dispositivi di storage a livello consumer consentirà di restituire loro il controllo sui dati provenienti dalle tecnologie intelligenti a livello domestico. Inoltre, l’implementazione della giusta infrastruttura di storage e tecnologia e la conseguente educazione su questi temi aiuterà i consumatori a percepire una maggiore sicurezza delle loro informazioni e a rimuovere ogni perplessità verso queste nuove tecnologie.”