L’automazione non è più una prospettiva futura: è già realtà nella maggior parte delle aziende industriali italiane. Secondo una recente indagine di reichelt elektronik, l’83% delle imprese utilizza già robot nei propri processi produttivi. Tuttavia, la modalità con cui le aziende accedono alla robotica sta cambiando rapidamente.
Accanto ai modelli tradizionali, emerge con sempre maggiore forza un approccio basato sull’utilizzo anziché sul possesso: il Robot as a Service (RaaS). Un modello che consente di accedere alla robotica senza investimenti iniziali elevati e che risponde a una delle principali esigenze evidenziate dalla survey: rendere l’automazione più accessibile, flessibile e scalabile.
Una domanda crescente di flessibilità
L’indagine mostra chiaramente come le aziende siano sempre più orientate verso soluzioni adattabili. Oggi il 46% utilizza robot fissi, ma già il 38% impiega cobot e il 39% robot mobili, segno di una crescente diversificazione delle applicazioni. Ancora più significativo è il dato prospettico: il 66% delle imprese prevede di privilegiare in futuro bracci robotici flessibili rispetto ai sistemi tradizionali.
Questa evoluzione non è guidata solo da considerazioni di costo. Il 77% degli intervistati riconosce nei cobot capacità che i robot tradizionali non possiedono, mentre il 56% cita comunque il fattore economico come leva decisionale.
In questo contesto, il RaaS si inserisce in un’evoluzione del mercato verso modelli di accesso alla robotica più flessibili e meno vincolanti. Si tratta di un approccio che può contribuire a rendere più accessibili tecnologie avanzate, soprattutto per le piccole e medie imprese, riducendo le barriere iniziali all’investimento.
Automazione sì, ma senza complessità
Le aziende utilizzano i robot soprattutto per attività ripetitive (44%) o fisicamente impegnative (39%), mentre applicazioni più complesse restano meno diffuse. Questo riflette un altro dato chiave: la necessità di soluzioni semplici da implementare e gestire.
Non a caso, tra le principali richieste delle imprese emergono modelli più economici (38%), una programmazione più semplice (25%) e una maggiore possibilità di personalizzazione (24%).
Il RaaS risponde a queste esigenze integrando hardware, software, manutenzione e aggiornamenti in un unico servizio. Questo consente anche alle aziende che non dispongono di competenze interne avanzate di avviare progetti di automazione in tempi rapidi, riducendo la complessità operativa.
Il ruolo della robotica nel futuro della produzione
L’importanza strategica della robotica è destinata a crescere. Oggi, nella maggior parte delle aziende (67%), i robot coprono fino al 40% delle attività produttive, ma oltre la metà degli intervistati (56%) ritiene che la produzione sarà completamente automatizzata entro cinque anni.
Allo stesso tempo, il 56% considera la robotica una risposta chiave alla carenza di personale qualificato. Questo rende evidente come l’automazione non sia più solo una leva di efficienza, ma un fattore abilitante per la continuità operativa.
In questo scenario, modelli flessibili come il RaaS possono contribuire a facilitare l’adozione della robotica, consentendo alle imprese di adattare le proprie capacità produttive alle esigenze del mercato.
I rischi di un modello apparentemente semplice
Nonostante i vantaggi, il RaaS non è privo di criticità. Il primo elemento riguarda i costi nel lungo periodo: canoni mensili apparentemente sostenibili possono tradursi, nel tempo, in un investimento complessivo superiore rispetto all’acquisto diretto.
Un secondo aspetto è la dipendenza dal fornitore. Molte soluzioni si basano su ecosistemi proprietari, rendendo complesso il cambio di vendor e aumentando il rischio di lock-in tecnologico.
Infine, la crescente integrazione con sistemi cloud e servizi digitali introduce nuove sfide in termini di sicurezza IT. Questo è particolarmente rilevante per le PMI che stanno ancora sviluppando la propria maturità digitale e che devono garantire la protezione dei dati di produzione.
Un approccio strategico all’automazione
I dati mostrano chiaramente che le aziende sono pronte a investire: il 57% ha già aumentato il budget destinato alla robotica e una quota significativa prevede ulteriori investimenti nei prossimi anni.
Tuttavia, adottare modelli come il RaaS richiede un approccio consapevole. Trasparenza nei costi, chiarezza negli accordi di servizio e apertura tecnologica sono elementi fondamentali per evitare rischi nel medio-lungo periodo.
Allo stesso tempo, le competenze interne restano centrali. Anche in presenza di servizi gestiti, le aziende devono mantenere il controllo sui propri processi e sui dati.
Dal possesso all’utilizzo: un cambio di paradigma
La robotica sta attraversando una fase di trasformazione verso modelli di utilizzo più flessibili.
Il Robot as a Service rappresenta uno degli approcci che si stanno affermando in questo contesto. Non è una soluzione universale, ma uno strumento che, se adottato con una chiara strategia, può permettere alle PMI di superare alcune barriere all’automazione e di accedere a tecnologie sempre più avanzate.
La sfida non è più decidere se automatizzare, ma individuare il modo più efficace e sostenibile per farlo nel tempo.
