La certificazione Remade in Italy attesta la conformità delle cartucce toner SAPI rigenerate ai Criteri Minimi Ambientali (CAM) richiesti dalla normativa vigente in materia di Acquisti Pubblici Verdi (Green Public Procurement – GPP)

SAPI

SAPI, gruppo industriale italiano specializzato nella rigenerazione di cartucce toner esauste, ricondizionamento di stampanti e fotocopiatrici e consulenza tecnica, ha ottenuto da Remade, ente di certificazione accreditato a norma del Regolamento CE 765/2008, la certificazione Remade in Italy attestante la conformità delle proprie cartucce toner rigenerate ai Criteri Minimi Ambientali (CAM) richiesti dalla normativa vigente in materia di Acquisti Pubblici Verdi (Green Public Procurement – GPP).

I vantaggi: qualificare i prodotti, snellire la burocrazia

Com’è noto, da alcuni anni l’Italia si è allineata alle direttive comunitarie introducendo lo strumento del Green Public Procurement sulle forniture alla Pubblica Amministrazione quale stimolo alla transizione dell’economia verso l’innovazione dei processi e dei prodotti in una logica di sostenibilità e circolarità dei processi produttivi. Dal 2016, inoltre, il Codice degli Appalti ha reso obbligatoria l’inclusione dei Criteri Ambientali Minimi in tutte le procedure di gara della Pubblica Amministrazione.

L’esito positivo dell’iter di certificazione Remade, pertanto, non è solo motivo di orgoglio e prestigio per SAPI, ma ha anche risvolti tutt’altro che trascurabili all’atto pratico. La presenza della certificazione Remade in Italy, infatti, funge da presunzione di conformità delle cartucce toner rigenerate prodotte da SAPI ai Criteri Ambientali Minimi per il contenuto di riciclato fissati dai disciplinari dei bandi di gara della P.A.

Rispetto al regime autocertificatorio ex 14021, la certificazione snellisce tempi e oneri burocratici perché da una parte SAPI non è più tenuta ad allegare all’offerta la documentazione tecnica dei prodotti asseverata da un ente terzo e comprovante l’ottemperanza ai CAM, dall’altra la stazione appaltante è sollevata dal compito di valutare l’appropriatezza e la validità della documentazione prodotta (art. 82 Cod. Appalti).

SAPI inoltre era già in possesso della certificazione SWAN Label per il rispetto di elevati standard ambientali e qualitativi del singolo prodotto e della certificazione EPD attestante la sostenibilità ambientale di un prodotto considerando l’impatto ambientale di tutte le fasi.

Una tappa in un percorso di costante miglioramento

L’obiettivo della certificazione Remade in Italy è stato ottenuto da SAPI attraverso l’implementazione di un sistema finalizzato alla valorizzazione della propria produzione di cartucce rigenerate.

Poiché le cartucce rigenerate derivano dal recupero di prodotti originali fabbricati in una gran varietà di modelli diversi, SAPI ha ritenuto ideale raggruppare la sua produzione usando lo stesso criterio utilizzato per la suddivisione dei prodotti originali. Tale raggruppamento è stato realizzato basandosi sulle tipologie di componenti che devono essere sostituite come nuove per garantire la piena efficienza e affidabilità della cartuccia rigenerata. SAPI, inoltre, sta implementando un nuovo sistema interno di tracciabilità e magazzino basato su tecnologia RFID che permette di conoscere esattamente come e quando è stata effettuata una lavorazione e tenere memoria di eventuali annotazioni, rendendo possibile anche la tracciabilità della filiera produttiva.

“Il conseguimento della certificazione Remade in Italy rientrava tra gli obiettivi che ci eravamo prefissati nel 2020, per cui siamo più che soddisfatti di aver raggiunto questo risultato che qualifica ulteriormente i nostri prodotti, pur nella consapevolezza che si tratta non di un traguardo ma di una tappa in un percorso di costante miglioramento” – ha dichiarato Franco Ferreri, Amministratore Delegato di SAPI. “Ad esempio, è nostra intenzione estendere il nuovo sistema di tracciabilità a tutta la filiera produttiva, partendo dai vuoti. Se anche questi ultimi fossero dotati di un sistema RIFD, infatti, si potrebbe risalire con certezza alla loro provenienza e l’utente finale avrebbe la garanzia di aver acquistato un prodotto rigenerato, in linea con gli obiettivi di Remade.”