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    I router obsoleti mettono a rischio le reti

    By Redazione Top Trade12/02/20263 Mins Read
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    L’obsolescenza dei dispositivi di rete rappresenta un fattore di rischio spesso sottovalutato, soprattutto quando gli apparati raggiungono lo stato di End-of-Life e non ricevono più aggiornamenti o patch di sicurezza. Il punto di D-Link

    D-Link-router
    Luciano Vanzù, Business Development Engineer di D-Link Italia

    La sicurezza delle reti, domestiche e professionali, non può più essere considerata una caratteristica statica o acquisita una volta per tutte. È il risultato di un equilibrio dinamico tra tecnologie, processi e comportamenti, che deve evolvere nel tempo per rimanere efficace. In questo quadro, uno degli elementi che più spesso viene sottovalutato è la gestione del ciclo di vita dei dispositivi di rete e, in particolare, la presenza di apparati che hanno raggiunto lo stato di End-of-Life (EoL).

    Molti dispositivi ancora oggi operativi sono stati progettati in un’epoca in cui il contesto tecnologico era profondamente diverso. Le reti erano meno interconnesse, i servizi digitali più limitati e il numero di vettori di attacco sensibilmente inferiore rispetto a quello attuale. Di conseguenza, anche le architetture di sicurezza rispondevano a requisiti che oggi non sono più sufficienti. Con il passare degli anni e con la cessazione del supporto software, questi apparati smettono di ricevere aggiornamenti, patch di sicurezza e correzioni, perdendo progressivamente la capacità di garantire una protezione adeguata.

    Con la fine del supporto software, le piattaforme legacy iniziano a esporre criticità che non possono più essere affrontate attraverso aggiornamenti o interventi correttivi. In parallelo, le minacce informatiche sono diventate sempre più automatizzate, diffuse e orientate a individuare sistemi non aggiornabili, sfruttando debolezze note e facilmente replicabili su larga scala. In queste condizioni, continuare a utilizzare dispositivi obsoleti significa affidare la sicurezza della rete a tecnologie che non sono più in grado di adattarsi all’evoluzione del rischio.

    Il tema dell’obsolescenza non riguarda esclusivamente la singola vulnerabilità o il singolo apparato, ma il modo in cui viene gestita la sicurezza nel suo complesso. Intervenire solo quando emerge un problema evidente porta spesso a soluzioni temporanee, che consentono di prolungare l’operatività ma non risolvono la causa strutturale del rischio.

    Questo approccio, nel tempo, tende ad accumulare esposizioni difficili da governare, soprattutto in ambienti domestici evoluti, professionali o nelle piccole imprese, dove la rete rappresenta un elemento critico per la continuità delle attività.

    Negli ultimi anni il settore del networking ha registrato un’evoluzione significativa proprio per rispondere a queste esigenze. Le soluzioni di nuova generazione sono progettate fin dall’origine con un approccio alla sicurezza più strutturato e integrano funzionalità che vanno oltre la semplice connettività. Meccanismi di difesa avanzati, aggiornamenti regolari, gestione centralizzata e maggiore visibilità sul traffico di rete sono diventati requisiti fondamentali per affrontare minacce sempre più complesse e distribuite.

    Con il raggiungimento dell’End-of-Life, il prolungamento dell’uso dei dispositivi attraverso soluzioni temporanee o compromessi operativi perde efficacia e rende necessaria una pianificazione consapevole della sostituzione dell’hardware. La cybersecurity deve essere considerata come un processo continuo, che accompagna l’intero ciclo di vita delle infrastrutture di rete e richiede decisioni informate nel tempo, non solo interventi reattivi.

    In quest’ottica, la gestione dell’End-of-Life diventa parte integrante di una strategia di sicurezza efficace. Verificare periodicamente lo stato di supporto dei dispositivi in uso, valutare l’adeguatezza delle funzionalità di sicurezza disponibili e pianificare il passaggio a soluzioni aggiornate consente di ridurre i rischi evitabili e di mantenere un livello di protezione coerente con l’evoluzione delle minacce.

    È su questi principi che D-Link basa il proprio approccio, invitando a considerare l’aggiornamento dell’infrastruttura di rete non come un costo occasionale, ma come un investimento necessario

    per garantire affidabilità, continuità operativa e sicurezza nel tempo. Una gestione proattiva dell’End-of-Life consente di prevenire situazioni critiche e di costruire reti più resilienti, capaci di sostenere le esigenze digitali di oggi e di domani.

    A cura di Luciano Vanzù, Business Development Engineer di D-Link Italia

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