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    Sei qui:Home»Categorie Funzionali»Posizione Home Page»Rifiuti indifferenziati: un potenziale di recupero inespresso

    Rifiuti indifferenziati: un potenziale di recupero inespresso

    By Redazione Top Trade03/10/20253 Mins Read
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    Dall’ultimo studio Erion emerge che oltre 940.000 tonnellate di rifiuti indifferenziati all’anno potrebbero contenere materie prime recuperabili

    rifiuti-indifferenziati

    I rifiuti urbani indifferenziati che escono dalle case degli italiani nascondono un “potenziale inespresso” di materie prime particolarmente importanti, che oggi vengono perse definitivamente. È quanto emerge dallo studio condotto da Erion – in collaborazione con l’IPLA e il Politecnico di Milano – con l’obiettivo di stimare la presenza residua di specifici flussi di rifiuti gestiti dal Sistema Erion, che erroneamente vengono gettati nella frazione indifferenziata.

    Lo studio, condotto tra luglio 2024 e luglio 2025, è basato su 38 campionamenti di rifiuti indifferenziati provenienti da 15 città italiane, effettuati per individuare: Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (RAEE, Raggruppamenti R4 – piccoli elettrodomestici e R5 – fonti luminose), Rifiuti di Batterie (RB) portatili, Rifiuti Tessili e, in via sperimentale, Rifiuti di imballaggi di AEE e mozziconi di sigaretta.

    I risultati completi saranno presentati il 14 ottobre 2025 alle ore 15:30 presso il Museo dell’Ara Pacis a Roma.

    Quanti rifiuti finiscono erroneamente nel sacco nero

    L’indagine tecnico-scientifica ha stimato, sulla base dei risultati dei campionamenti effettuati nelle varie città, i volumi di rifiuti potenzialmente recuperabili ogni anno dalla frazione indifferenziata su scala nazionale. Si tratta di un totale di 945.675 tonnellate di rifiuti, suddivise in 100.872 tonnellate di RAEE (R4 ed R5), 5.820 tonnellate di RB portatili e 838.983 tonnellate di Rifiuti Tessili.

    Queste quantità, se venissero conferite in modo corretto, potrebbero sommarsi a quelle attualmente gestiti dalle filiere ufficiali, e contribuire all’incremento dei tassi di raccolta nazionali. Si passerebbe, così, dal 17% al 37% di raccolta per i RAEE (R4 e R5) e dal 25% al 52% per i RB portatili, avvicinando gli obiettivi normativi di raccolta del 65% per i RAEE e 45% per le i RB portatili. Anche il tasso di raccolta dei Rifiuti tessili salirebbe dal 13% al 74%.

    La proposta: ampliare la comunicazione e rafforzare la raccolta

    La presenza di RAEE e di RB tra i rifiuti indifferenziati comporta gravi conseguenze economiche e ambientali. In particolare, la mancata differenziazione di tali rifiuti da parte dei cittadini rende impossibile la loro raccolta e quindi il corretto riciclo delle Materie Prime Seconde in essi contenute, con la conseguenza di doversi approvvigionare di tali materie attraverso l’estrazione di nuove risorse naturali, con forti impatti in termini di sostenibilità.

    Per invertire la tendenza, lo Studio propone di concentrarsi su due principali azioni: promuovere campagne di sensibilizzazione e comunicazione per informare i cittadini sulle modalità e i benefici del corretto conferimento dei RAEE, dei RB e degli altri rifiuti oggetto della Ricerca; potenziare le modalità di raccolta sul territorio, investendo nella loro creazione e accessibilità.

    Andrea Fluttero, Presidente Erion: “Esiste un potenziale straordinario di recupero”

    “I risultati di questo studio rappresentano un punto di partenza fondamentale per orientare interventi mirati e ripensare le nostre strategie”, ha dichiarato Andrea Fluttero, Presidente di Erion Compliance Organization. “Le evidenze raccolte dimostrano che esiste un potenziale straordinario di recupero, ma ci impongono anche una riflessione urgente sui metodi attuali e sulla concreta capacità di assorbimento del mercato delle materie prime ottenute dal riciclo. Serve un approccio sistemico che combini infrastrutture più intelligenti, comunicazione mirata per ogni contesto urbano e la capacità di intercettare i cittadini dove vivono e lavorano. Il 14 ottobre presenteremo non solo questi dati, ma anche le soluzioni concrete per trasformare questo potenziale in una reale opportunità di economia circolare”.

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